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La settimana nera degli Smart Citizens

LUNEDÌ

In serata vado a prendere le mie figlie in piscina.

Attraversare la strada non è facilissimo, anche perché un “gentile automobilista” ha pensato bene di fermarsi (tecnicamente è “fermata” e non “sosta”) di traverso sulle uniche strisce pedonali esistenti. Noto distrattamente che ha il motore acceso.

motore_acceso

Entro in piscina, aspetto i miei 20 minuti (…), finalmente usciamo.

Il “gentile automobilista” è ancora lì sulle strisce ppedonali il motore è ancora acceso.

I nostri sguardi si incrociano, gli trasmetto subliminalmente quello che sto pensando: “Si stima che le PM10 siano responsabili di circa 370.000 morti premature in Europa durante l’anno 2005 (scusa  ‘gentile automobilista’, non ho dati aggiornati)”.

Mi trasmette subliminalmente quello che sta pensando: “Ho freddo”.

Ottima scelta, mi dico, è un buon metodo per non prendere un raffreddore.

MARTEDÌ

Assemblea di classe di mia figlia, terza media. Come al solito mi candido come rappresentante dei genitori, come al solito vengo eletto dagli altri, come al solito, quattro (!) genitori presenti.

Ricordo che all’inizio dell’anno ero contentissimo per la nuova aula che era stata individuata per la classe, una delle tre dotate di L.I.M. (Lavagna Interattiva Multimediale) in tutto l’istituto.

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Bene, sono passati meno di due mesi e la situazione dell’aula è quella della foto: la L.I.M. c’è, ma il PC è stato scollegato, i banchi sono stati tutti girati dall’altra parte, la cattedra spostata sull’altro lato dell’aula. Mi dicono che nessuno la sa usare e allora i docenti hanno “orientato” la classe verso le più rassicuranti lavagne a gessi. Ottima scelta, mi dico, è un buon metodo per risparmiare energia.

MERCOLEDÌ

In serata mi tocca la spesa, una delle cose più noiose che esistano per un essere umano di genere maschile. Per fortuna il supermercato dove mi servo più spesso utilizza un sistema abbastanza intelligente per abbattere i tempi di pagamento. Prima di entrare nella “jungla dei carrelli” puoi prelevare un piccolo terminale che ti consente di scansire i codici a barre di tutto ciò che compri, poi ti rechi alle casse dedicate, consegni il terminale e paghi. Tempo medio di pagamento per cliente: 20 secondi.

Per scoraggiare i “disattenti” c’è un sistema che, a campione, richiede comunque la lettura di tutta la spesa da parte della cassiera e se per caso “hai sbagliato qualcosa” te lo segnala.

La cosa davvero interessante, e inconcepibile, è che non lo usa quasi nessuno.

La stragrande maggioranza dei clienti preferisce farsi la consueta lunghissima coda alla cassa, immagino che vada al supermercato solo per socializzare durante la fila o per fare due chiacchiere con la cassiera.

Ottima scelta, mi dico, è un buon metodo per fare nuove amicizie.

GIOVEDÌ

Mi reco per lavoro presso un noto ateneo italiano dove si tiene un meeting a cui partecipo. Alla mattina ero arrivato presto, il parcheggio era vuoto e non avevo avuto problemi a trovare posto, quando esco nel tardo pomeriggio però il parcheggio è pienissimo di auto di studenti, docenti e collaboratori. In questi casi il “parcheggio selvaggio” è uno standard, di conseguenza a volte le macchine vengono multate e saltuariamente rimosse.

targa_diplomatica

Fortunatamente qualcuno ha trovato il modo di arginare questo increscioso fenomeno (parlo della rimozione ovviamente), semplicemente dotandosi di targa diplomatica, segnalandola bene sul parabrezza e, naturalmente, parcheggiando senza considerare tutte quelle noiosissime convenzioni chiamate divieti e prescrizioni.

Ottima scelta, mi dico, è un buon metodo per non far muovere i mezzi per la rimozione, visto quello che inquinano.

VENERDÌ

Rientro a casa dopo un paio di giornate impegnative in trasferta. Solitamente sulle medie distanze mi muovo in treno, questa volta per vari motivi ho dovuto usare la macchina. Sfortunatamente è venerdì e l’autostrada è molto trafficata, certo i cantieri che la intasano dal 2003 (!) non aiutano, ma il traffico è abbastanza scorrevole.

I problemi arrivano ad un paio di chilometri dal casello.

coda_casello_2

Alcune centinaia di auto in coda, tutte ferme su file parallele, tutte per pagare il pedaggio. Io ho il Telepass da tanti anni, quindi non mi preoccupo, penso di potermi infilare subito nell’apposita corsia riservata.

Invece mi sbaglio, siamo ancora un po’ troppo lontani dal casello e le corsie riservate ancora non si vedono, tocca aspettare.

Aspetto.

Dopo una ventina di minuti, trascorsi ad ammirare il panorama delle campagne della pianura padana, finalmente si intravede l’agognata striscia gialla sull’asfalto, striscia che indica l’inizio della corsia riservata agli automobilisti che hanno fretta, Si dice anche che qualcuno riesca a pagare il pedaggio senza fermarsi.

Mi inserisco (non senza fatica) e faccio gli ultimi 300 metri quasi da solo, passando davanti a centinaia di auto in coda, passo sotto la barriera senza fermarmi e penso a tutti quelli che, arrivati al casello mezz’ora prima di me, ne usciranno mezz’ora dopo.

Ottima scelta, mi dico, è un buon metodo per arrivare a casa più tardi e non stare troppo davanti alla televisione. Tra l’altro è anche un ottimo metodo per risparmiare l’esoso canone trimestrale di 3,78 euro (iva inclusa).

SABATO

Vedo una coppia di amici, mi raccontano di una piccola disavventura accaduta in settimana alla figlia.

Dopo il pranzo in mensa, la ragazza ha preso l’arancia dal suo vassoio e si è avviata verso l’uscita della mensa, le è stato impedito esplicitamente ed è stata obbligata a depositarla insieme a tutto il resto della roba avanzata. Roba che, mi dicono, al termine del pasto viene tutta buttata.

La motivazione è semplice: c’è una norma che vieta esplicitamente di consumare i pasti nelle aule.

Ottima scelta, mi dico, l’arancia proveniente dalla mensa non è assolutamente paragonabile ad un’arancia proveniente, per dire, da un qualunque fruttivendolo e portata direttamente da casa per essere consumata durante l’intervallo. C’è arancia e arancia!

DOMENICA

L’ultimo giorno della settimana è occasione di riflessione su quanto accaduto in questa particolare “settimana nera degli Smart Citizens”.

E’ più che giusto investire tempo e denaro nella ricerca di soluzioni innovative per migliorare la vita delle persone, per ricercare sempre la massima qualità ed efficienza nella connettività, nelle soluzioni per eliminare le code, nei servizi al cittadino, nella mobilità sostenibile, negli strumenti educativi evoluti e in tutte quelle situazioni che fanno di una città una Smart City. Non dobbiamo dimenticarci però di agire parallelamente sui fenomeni culturali che della cittadinanza sono espressione diretta, di agire sulla formazione delle persone a cui forniamo strumenti innovativi e di agire contemporaneamente sull’incentivazione al loro utilizzo.

Più in generale non dobbiamo dimenticare che, oltre ad andare nella direzione delle Smart Cities, è importantissimo intraprendere un percorso culturale che consenta ai normali cittadini di diventare Smart Citizens, una nuova tipologia di cittadini in grado di ottenere il meglio dai servizi innovativi che l’amministrazione pubblica mette a disposizione, ed in grado di trasformare essa stessa in una comunità di attori che agiscano consapevolmente nella ricerca costante di nuove iniziative di innovazione.

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