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Innovare (è) la scuola.

Talvolta si pensa che per attivare buone pratiche di Innovazione sociale o culturale sia necessario investire migliaia di euro, magari veicolati da bandi pubblici in tempi lunghissimi.

Niente di più sbagliato, perché a volte Innovazione è un gruppo di genitori che, resosi conto delle difficoltà in cui si trova la scuola frequentata dai figli, si rende disponibile nel creare un Comitato Genitori, con tutta la tipica burocrazia italica che questo comporta, e si attiva concretamente nel fare del proprio meglio per dare una mano con gli strumenti che ha a disposizione

A volte Innovazione è un Comitato Genitori che lancia una proposta folle, inimmaginabile, impensabile: pulire, decorare e ridipingere tutta la scuola, una trentina di aule, corridoi e spazi comuni. Il tutto in due giorni e mezzo. Una pazzia.

A volte Innovazione è una scuola che accetta la sfida, pone delle condizioni legate alla sicurezza, alla qualità e conformità dei lavori ed all’assicurazione necessaria per i volontari, ma contemporaneamente trova il modo per avere le tante, tantissime latte di vernice, a prezzo di costo.

A volte Innovazione è un preside che per una volta lascia a casa giacca e cravatta e si mette a disposizione in prima persona per imbiancare, pulire e fare tutto quello che serve, abbattendo ogni barriera causata dai ruoli.

A volte Innovazione è un cortile con accesso rigorosamente vietato a qualunque mezzo a motore. Un cortile che un un pomeriggio bagnato di Novembre per una volta diventa pieno, pienissimo delle auto di chi trasporta scale, rulli, scope, strofinacci, pennelli, martelli, trapani e attrezzi di ogni genere.

A volte Innovazione sono i Collaboratori Scolastici che accettano l’inaccettabile: la presenza di tanti, tantissimi estranei nei locali della scuola in orari impensabili, con attrezzature di varia natura e con l’intenzione di pulire e ridipingere migliaia di metri quadri di pareti e soffitti.

A volte Innovazione è un papà che attacca i chiodi per le cartine mentre un altro smonta, pulisce e rimonta le veneziane, una mamma che passa lunghe rullate di vernice gialla mentre un’atra ritocca a pennello gli infiniti metri quadri delle pareti. Il tutto mentre altri genitori con lo stomaco d’acciaio si occupano di ripulire l’Infermo di Dario Argento ben nascosto sotto i banchi degli alunni.

A volte Innovazione è una mamma che porta a scuola un lettore CD e The Endless River, regalo del marito a lei e un po’ a tutti i volontari.

A volte Innovazione è la pizza, consumata direttamente in classe con buona pace delle severissime norme al riguardo, perché non c’è il tempo materiale di andare a casa a mangiare.

A volte Innovazione è una Vicepreside che, oltre a darsi da fare come tutti gli altri, non smette di ringraziare quelli che incontra nella “sua” scuola e in qualche modo procura e fa arrivare caffè e pasticcini per tutti.

A volte Innovazione è rendersi conto che è tardi, tardissimo, ma ci sono ancora un bel po’ di lavori da fare, e allora non si può nemmeno considerare l’ipotesi di smettere, si apre la finestra per prendere una boccata d’aria e si continua.

A volte Innovazione è rendersi conto che la volontà è Louder Than Words, più forte delle parole. La volontà di fare del proprio meglio per lasciare la scuola un po’ meglio di come è stata trovata. Più forte dell’inutile burocrazia troppo spesso imposta da amministrazioni miopi, più forte di qualunque atteggiamento lassista o inutilmente polemico di chi in realtà con il suo lassismo autorizza e legittima il degrado.

E’ per questo genere di volontà che si può senz’altro dire che un’altra Italia è possibile, a cominciare dalla Scuola.

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P.S.: Questo post, esattamente come l’album The Endless River, è dedicato alla memoria di Richard Wright, co-fondatore e anima poli-strumentale e psichedelica dei Pink Floyd.

Rick, grazie per tutto, soprattutto per Us and Them e Shine On You Crazy Diamond.

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